Teheran - Lo Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane ha espresso forte condanna per la recente decisione dell’Unione Europea di designare le Guardie Rivoluzionarie come organizzazione terroristica, definendola “ostile e provocatoria” e avvertendo che “le pericolose conseguenze ricadranno direttamente sui responsabili politici europei”.
Nel frattempo, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di attaccare l’Iran, ma ha posto due condizioni per evitare un’escalation militare nella regione: la sospensione delle attività nucleari e la cessazione delle repressioni contro i manifestanti. Trump ha aggiunto che una flotta militare imponente, guidata dalla portaerei Lincoln, sta attualmente dirigendosi verso il Golfo Persico, sottolineando la necessità di trovare un accordo sul nucleare: “Il tempo stringe e senza un accordo, il prossimo attacco sarebbe molto peggiore di quello avvenuto a giugno”.
La risposta di Teheran non si è fatta attendere: il regime iraniano ha avvertito che in caso di aggressione reagirà con misure senza precedenti, alimentando la tensione già alta tra Washington e Teheran. La situazione rimane quindi critica, con l’attenzione internazionale concentrata sul rischio di un’escalation militare nel Medio Oriente.
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