La Spezia, studente accoltellato e ucciso a scuola: proseguono le indagini

La Spezia - Proseguono le indagini per chiarire quanto accaduto venerdì 16 gennaio all’interno dell’Istituto professionale “Domenico Chiodo” di La Spezia, dove uno studente di 19 anni è stato accoltellato a morte da un coetaneo. La vittima è Youssef Abanoub, per tutti “Abu”, di origini egiziane. L’aggressore, uno studente di origini marocchine residente ad Arcola, è stato arrestato con l’accusa di omicidio.

Secondo quanto ricostruito finora, l’episodio si è verificato intorno alle 11. La lite sarebbe iniziata nei bagni dell’istituto di via XX Settembre. Quando l’aggressore ha estratto un coltello, Youssef avrebbe tentato di fuggire verso la propria classe, ma è stato raggiunto e colpito con una coltellata sotto il costato, davanti all’aula e sotto gli occhi di altri studenti.

I docenti sono intervenuti immediatamente per prestare i primi soccorsi in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Le condizioni del ragazzo sono apparse da subito gravissime. Trasportato d’urgenza in ospedale, Youssef è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico e successivamente ricoverato in rianimazione, ma è deceduto in serata, poco prima delle 20, dopo ore di lotta tra la vita e la morte.

Dagli accertamenti medici è emerso che la lama, lunga oltre 20 centimetri, avrebbe provocato gravi lesioni interne, lacerando fegato e milza e causando una massiccia emorragia, culminata in arresti cardiaci risultati fatali. La salma è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che sta valutando l’eventuale esecuzione dell’autopsia.

Durante l’interrogatorio davanti al magistrato, l’indagato avrebbe ammesso il delitto, motivandolo con una questione legata a fotografie scambiate con la ragazza che frequentava. Gli atti sono stati secretati e la Procura sta valutando anche l’ipotesi dell’aggravante della premeditazione, poiché il giovane si sarebbe portato il coltello da casa.

Il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale della Liguria ha disposto un’ispezione all’interno dell’istituto. Intanto, nella serata di ieri, un corteo silenzioso di studenti ha attraversato il centro storico di La Spezia in memoria della vittima, con la partecipazione di numerosi cittadini.

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sottolineando la necessità di una riflessione più ampia: «Dobbiamo interrogarci su come sia possibile che dei ragazzi regolino i propri conflitti a scuola con dei coltelli. Serve andare oltre i soli sistemi di sicurezza, lavorando su cultura, educazione e responsabilità».

Sulla stessa linea il segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, che ha evidenziato come «non bastino solo misure repressive», ma siano necessari «più valori, più educazione e un accompagnamento dei giovani nella crescita e nella gestione dei conflitti».

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