Iran, pugno di ferro del regime: spari sui manifestanti e minacce di pena di morte. Cresce la tensione internazionale


Teheran - Il regime iraniano intensifica la repressione contro le proteste che da quindici giorni consecutivi scuotono il Paese. Le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco sui manifestanti e le autorità hanno minacciato l’uso della pena di morte contro chi continua a scendere in piazza. Secondo le organizzazioni non governative, il numero delle vittime potrebbe aver superato il centinaio, ma si teme un bilancio molto più grave.

La situazione resta critica anche sul fronte sanitario: mentre prosegue il blackout di internet imposto dalle autorità, diversi ospedali risultano “sopraffatti” dall’afflusso di feriti. Secondo la Ong statunitense Human Rights Activists News Agency, sarebbero oltre 2.600 le persone arrestate dall’inizio delle manifestazioni.

Il comandante in capo della polizia nazionale iraniana, Sardar Radan, ha dichiarato che “il livello di scontro con i rivoltosi è aumentato”, rivendicando quelli che ha definito “arresti importanti”. Radan ha inoltre sottolineato che “i principali elementi dei disordini di ieri sera sono stati arrestati”, confermando la linea dura adottata dalle autorità.

Sul piano internazionale, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è intervenuto sulla piattaforma Truth, affermando che Washington è “pronta ad aiutare i manifestanti che lottano per la libertà”. Intanto Israele sarebbe in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento militare statunitense in Iran. Lo riporta Reuters online, citando tre fonti israeliane informate sui fatti.

Da Teheran è arrivata una dura replica. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, intervenendo durante una seduta del Majlis dedicata alle proteste in corso, ha avvertito che eventuali attacchi da parte di Stati Uniti e Israele renderebbero entrambi “obiettivi legittimi”, che verrebbero “duramente colpiti”. Una minaccia che contribuisce ad aumentare ulteriormente la tensione in una crisi già estremamente delicata.

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