Ciclone Harry devasta il Sud: danni per 2 miliardi, Schifani annuncia ristori e piano per le coste


Il Sud Italia fa i conti con i danni provocati dal Ciclone Harry, che per giorni ha colpito in modo particolarmente violento Sicilia, Sardegna e Calabria. Venti tempestosi, piogge torrenziali e mareggiate con onde fino a 12 metri hanno devastato le coste, cancellando tratti di spiagge, danneggiando stabilimenti balneari, compromettendo strade litoranee, percorsi pedonali e porticcioli.

Nonostante l’intensità eccezionale dell’evento, non si registrano vittime. Un risultato attribuito anche alla tempestiva attivazione del sistema di prevenzione della Protezione Civile, che ha consentito di ridurre i rischi per la popolazione. Resta però pesantissimo il bilancio economico: una prima stima dei danni parla di circa 2 miliardi di euro.

A confermarlo è il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, intervenuto a Sky Tg24: “La situazione si evolve giornalmente con maggiore gravità. Dai dati raccolti emerge che l’entità dei danni segnalati dagli enti pubblici, ancora da verificare, ammonta a circa due miliardi”. Schifani ha invitato a evitare polemiche, sottolineando la natura straordinaria dell’evento.

Il tema è stato al centro anche di un vertice a Catania con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Il governo nazionale farà la propria parte – ha assicurato Schifani –. La Regione è intervenuta fin dal primo momento, stanziando già 90 milioni di euro”.

Nei prossimi giorni saranno pubblicati i bandi per i ristori: “Entro poche settimane – ha annunciato il governatore – i cittadini che ne hanno diritto potranno contare su contributi non inferiori ai 5 mila euro. È previsto inoltre un bando a fondo perduto per il rilancio delle attività commerciali nelle aree colpite”.

Parallelamente, la Regione sta lavorando a una revisione complessiva delle strategie di tutela delle coste, per ridurre l’impatto di eventi meteo estremi sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico. Particolare attenzione sarà rivolta anche al comparto turistico, soprattutto nelle aree della costa ionica e in centri strategici come Taormina, fondamentali per l’economia dell’Isola.

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