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Crimea: parà russi invadono Paese. Obama, grave violazione

KIEV. "Siamo profondamente preoccupati. Ogni intervento in Crimea sarebbe una grave violazione del diritto internazionale e della sovranità ucraina". E' il commento di Barack Obama sugli ultimi drammatici sviluppi sulla crisi ucraina.
"La situazione è fluida: abbiamo contatti continui con le autorità russe", ha aggiunto Obama, che poi ha sottolineato: "Un intervento russo in Ucraina avrebbe un costo". Barack Obama ha sottolineato che un intervento armato ad opera della Russia avrebbe "delle conseguenze", senza però specificare di che natura. Tuttavia, ha detto Obama "sarebbe profondamente destabilizzante per l'Ucraina e potenzialmente pericoloso". Il presidente Usa ha quindi ribadito che gli Stati Uniti appoggiano "la sovranità territoriale dell'Ucraina".
Gli Stati Uniti vedono movimenti militari russi in Crimea "via aria e via mare". Lo hanno detto alle tv Usa fonti dell'amministrazione Obama.
All'aeroporto militare di Gvardiiski, vicino alla capitale della Crimea, Sinferopoli, sono atterrati 13 aerei militari russi Il-76 ognuno con a bordo 150 paracadutisti per un totale di 2.000 soldati. Lo denuncia il rappresentante permanente del presidente ucraino in Crimea, Serghiei Kunitsin, citato dall'agenzia Unian.
Il presidente ucraino ad interim, Aleksandr Turcinov, ha chiesto al leader russo Vladimir Putin di far cessare la "aggressione non dissimulata" in Crimea. "Mi rivolgo personalmente al presidente Putin - ha detto Turcinov in un messaggio alla televisione - per chiedergli di fermare immediatamente la sua aggressione non dissimulata e di ritirare i suoi militari in Crimea. Secondo il presidente ad interim, si tratta di una provocazione di Mosca: "Si provoca il conflitto e poi si annette il territorio", ha detto.
Il ministro dell'Interno ucraino, Arsen Avakov, accusa Mosca di "invasione armata" dopo l'occupazione degli aeroporti di Belbek e Sinferopoli in Crimea. "Considero l'azione come un'invasione armata e un'occupazione", ha postato sulla sua pagina Facebook il ministro. L'aeroporto di Sinferopoli, scrive Avakov, "e' bloccato da reparti militari della flotta russa". "All'interno dell'aeroporto - prosegue - si trovano i militari e le guardie di frontiera ucraini. Fuori ci sono militari in divisa mimetica con armi e senza distintivi, che non nascondono la propria appartenenza". "L'aeroporto - aggiunge - non funziona. Sul perimetro esterno ci sono i posti di controllo del ministero degli interni ucraino. Non ci sono ancora scontri armati". "La situazione creatasi negli aeroporti di Crimea e' un intervento militare e un atto di occupazione", ribadisce.
Ancora alta tensione in Crimea. Una cinquantina di uomini armati nella notte fra giovedì e venerdì hanno preso possesso dell'aeroporto di Simferopol in Crimea, repubblica autonoma dell'Ucraina, a maggioranza russa.
Gli uomini armati portano una uniforme non identificata e sono arrivati all'aeroporto su tre camion senza targa.
Davanti all'aerostazione si è subito raccolta una folla di manifestanti che sventolano bandiere della flotta russa del Mar Nero.
Nel frattempo soldati russi appoggiati da mezzi blindati sono sopraggiunti a presidiare il perimetro aeroportuale, cosi' da impedire, stando a fonti militari, l'afflusso di ulteriori "combattenti". Testimoni oculari hanno dal canto loro manifestato sostegno ai membri del commando, dicendosi "volontari" della "Milizia Popolare di Crimea". Dopo poche ore il commando si e' ritirato: lo ha dichiarato un portavoce dello scalo, Ihor Stratilati, intervistato dall'emittente radiofonica 'Ekho Movsky'. Il portavoce ha confermato che le operazioni sono comunque proseguite senza particolari problemi. Il gruppo era arrivato a bordo di tre camion corazzati 'Kamaz', privi di targhe o di altri segni di riconoscimento.
Secondo Stratilati, "pensavano che fosse atterrato un aereo con manifestanti a bordo ma, quando si sono resi conto da soli che non c'era nessuno, si sono scusati e se ne sono andati". Stando ad altre fonti aeroportuali, pero', i miliziani non identificati rimarrebbero comunque nei pressi della struttura. Giornalisti presenti sul posto hanno riferito una diversa versione sulle cause dell'incursione: gli occupanti avrebbero inteso impedire l'arrivo a Simferopoli del neo-ministro dell'Interno ucraino, Arsen Avakov, e del capo del Consiglio per la Sicurezza di Kiev, Valentyn Nalyvaichenko.

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