Il Padiglione Venezia a La Biennale si veste di sughero riciclato


VENEZIA - La mostra nasce dalla volontà di trovare nuove e costruttive soluzioni dopo la pandemia, in cui protagonista principale è proprio l’Architetto Michele De Lucchi, con le sue Education Stations, edifici per l’apprendimento che nascono da una riflessione sul ruolo educativo dell’ambiente. Attraverso le interazioni delle persone con gli spazi, gli oggetti e le atmosfere si aspira a creare un’armonia psicologica e relazionale che sia il più appagante possibile e che favorisca la crescita dell’individuo e delle comunità. D’altronde, possiamo avere tutta la sapienza del mondo a disposizione, ma se non siamo attratti al suo uso e non impariamo a gestirla nel modo migliore, tutto è sprecato. Oggi non basta sapere, ma serve sapere come usare il sapere. E dove ricercarlo.

"L’esposizione del Padiglione Venezia nasce da un progetto costruito in comunità, una comunità che ha saputo lavorare in armonia" ha affermato la curatrice Giovanna Zabotti "Partendo dall’educazione, che è il filo conduttore del percorso espositivo, il mio compito è stato quello di mettere insieme connessioni tra saperi, eccellenze, e personalità differenti per riuscire a rappresentare cosa possono essere questi nuovi luoghi da cui ripartire a vivere insieme".

"Amorim Cork Italia è particolarmente onorata di questo coinvolgimento" afferma Carlos Veloso dos Santos, a.d. dell’azienda "Sapere che un progetto come quello di recupero del sughero che da sempre, per noi, significa dare nuova vita a un prezioso dono della Natura, trova qui ri-generazione è una grande emozione. Si riparte da qui, dal sapere e dal suo uso ragionato, motivato, sostenibile. Grazie all’architetto De Lucchi per questa opportunità condivisa".

Susta è così una creazione nella ri-creazione: interamente realizzato con gli scarti del sughero, scelto per la sua leggerezza e biodegradabilità, deriva dal dialetto veneziano in cui significa "molla". Si rievoca così rapidamente la forma giocosa di un soffietto, evocativa dell’elasticità e dell’elevata resilienza del materiale. Un’espressione di come il futuro (e con esso una nuova normalità) possa essere ispirato proprio dalle radici in cui affonda la quercia da sughero, matrice assoluta e simbolo stesso di Madre Terra.
Il Gruppo Amorim è la prima azienda al mondo nella produzione di tappi in sughero, in grado di coprire da sola il 40% del mercato mondiale di questo comparto, e il 28% del mercato globale di chiusure per vino; conta 22 filiali distribuite nei principali paesi produttori di vino dei cinque continenti.

Amorim Cork Italia, con sede a Conegliano (Treviso), filiale italiana del Gruppo Amorim, si è confermata nel 2020 azienda leader del mercato del Paese. Con i suoi 56 dipendenti e una forza commerciale composta da 35 agenti, nel 2020 ha registrato oltre 585.000.000 di tappi venduti per un fatturato di 62 milioni di euro. La sua leadership è dovuta ad una solida rete tecnico-commerciale distribuita su tutto il territorio della penisola, ad un efficace servizio di assistenza pre e post vendita ma anche all’avanguardia dei suoi sistemi produttivi e gestionali e soprattutto del suo reparto Ricerca&Sviluppo, al quale si associa una spiccata sensibilità per la tutela dell’ambiente e in particolare per la salvaguardia delle foreste da sughero. Lo sguardo al futuro vede una sempre più solida alleanza tra Tecnologia e Natura, con la chiusura del circolo virtuoso avviato con ETICO grazie alla linea SUBER, design nato dalla granina dei tappi raccolti dalle onlus e riciclati. Accento vigoroso anche quello sulle risorse umane, con oltre 14 iniziative di work-life balance per una migliore armonia tra vita personale e lavorativa della grande famiglia Amorim.