Oggi Cdm approva il via all’operazione navale italiana in Libia

di BEATRICE GALLUZZO - Il progetto del sostegno della Marina Militare italiana alle autorità libiche per arginare la tratta di esseri umani e i massicci flussi migratori è stata, in mattinata, sul tavolo del Consiglio dei Ministri. Il premier Paolo Gentiloni, il ministro degli Esteri Angelino Alfano, degli Interni Marco Minniti e Roberta Pinotti della Difesa hanno incontrato i vertici delle forze militari, ovvero il Direttore del Dis Alessandro Pansa, il capo di Stato maggiore della Difesa Claudio Graziano e della Polizia Franco Gabrielli. Martedì il progetto sarà presentato al Parlamento, dopodichè la conferenza dei capogruppo deciderà se l’iter decisionale comprenderà il vaglio delle Commissioni o dell’Aula.

Prima però, occorre mettere a punto i vari elementi di un’operazione che lascia aperti, per ora, degli interrogativi in campo giuridico e strategico: a partire da come garantire la sicurezza dei militari italiani, le modalità per assicurare il rispetto dei diritti umani in una nazione che spesso in passato si è macchiata di abusi e violenze, infine l’organizzazione funzionale della catena dei comandi.  Quel che è certo, è che la gestione di questa delicata attività sarà affidata a un ammiraglio che dirigerà il tutto a bordo di una delle nuove fregate della Marina, la Fremm; inoltre verranno impiegate quattro o cinque navi, un numero equivalente di aerei, dei droni e, forse, un sottomarino. Secondo quanto dichiarato da fonti di Governo all’Ansa, probabilmente verranno impiegati, totalmente o parzialmente, gli assetti dell’operazione Mare Sicuro.

In ogni caso, il 28 agosto questa pianificazione cento per cento italiana verrà presentata nel vertice a quattro tra Italia, Francia, Germania e Spagna, che si terrà a Parigi. Si spera che fino ad allora le relazioni tra Emmanuel Macron e Paolo Gentiloni abbiano intrapreso una nuova fase di distensione, dopo che la dichiarazione unilaterale del premier francese circa la possibilità di creare in estate nuovi hotspot in territorio libico aveva creato uno screzio diplomatico tra le due nazioni.La decisione dell’Eliseo, inaspettata e al di fuori di ogni accordo, aveva fatto calare una coltre di imbarazzanti silenzi. Dopo qualche ora, però, era stata smentita dallo stesso Presidente,e anche a Bruxelles Dimitris Avramopoulos, in un intervento ufficiale, ci ha tenuto a ricordare che "Francia e Ue seguono un approccio comune sui migranti in Libia per evitare flussi spesso mortali nel Mediterraneo".

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