Russia: manifestazioni contro il Cremlino, più di 1000 arresti

di BEATRICE GALLUZZO - Ieri il Paese è stato attraversato da un’ondata di manifestazioni contro la corruzione e contro il Governo del Cremlino. Le autorità russe hanno arrestato 750 persone a Mosca e 900 a San Pietroburgo. Tra questi l’organizzatore delle proteste, il famoso blogger, attivista e oppositore politico Alexei Navalny, che è stato preventivamente fermato dalle forze dell’ordine prima che riuscisse a posare un solo piede sul marciapiede antistante la porta di casa, e successivamente è stato condannato a 30 giorni di carcere per avere organizzato delle proteste non-autorizzate.

Nel dettaglio, Navalny aveva ricevuto l’ok dell’amministrazione per radunare i manifestanti in Sakharov Avenue. Poi, però, erano sorti dei problemi nell’affittare un palco e l’apparecchiatura tecnica per il suono, in quanto il Sindaco aveva ammonito le ditte in questione, in modo che non fornissero l’attrezzatura necessaria per l’evento. “Il compromesso è possibile, ma non l’umiliazione”, aveva risposto il blogger, e dato l’ostruzionismo del Governo, in seguito aveva deciso di spostare la marcia in  Tverskaya Street, giusto qualche metro sotto il Cremlino, dove un Vladimir Putin sorridente stava consegnando dei premi ai bambini delle scuole per il Russia Day, una festa nazionale in cui viene commemorata la dichiarazione di sovranità del 1990.Nelle strade imperversavano gli slogan “Putin ladro” e “Una Russia senza Putin”. I manifestanti temono, soprattutto, una ricandidatura dell’attuale Presidente nelle prossime elezioni, che si terranno a marzo 2018. Se decidesse di ricandidarsi, come in molti si aspettano, e  venisse successivamente riconfermato, rimarrebbe al potere fino al 2024.

Navalny non è certo un volto nuovo alle autorità. Avvocato, divenuto blogger e attivista anti-corruzione, è un personaggio che sta guadagnando una crescente popolarità. Per far sì  che la sua voce non rimanga inascoltata, soprattutto tra i giovani, utilizza Twitter e Youtube; anche perchè la Tv di Stato lo accoglierebbe malvolentieri nei suoi studi. L’ultima manifestazione organizzata dall’uomo era stata a marzo di quest’anno per protestare contro il primo ministro Dmitry Medvedev, accusato di aver accumulato un patrimonio personale non indifferente attraverso delle pratiche non sempre limpide, ovvero la corruzione. La manifestazione era costata al blogger 15 giorni di detenzione.

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