Regno Unito, May organizza i ruoli-chiave del gabinetto ministeriale.

di BEATRICE GALLUZZO - Theresa May ha avuto qualche ora per riflettere sul da farsi, dopo lo smacco elettorale della giornata di ieri, in cui il  partito Conservatore ha perso la maggioranza assoluta che ci si aspettava sarebbe fuoriuscita da queste "snap elections" , indette dalla stessa premier. "Volevo ottenere una ampia maggioranza, ma non è il risultato che abbiamo raggiunto", dichiara con un sorriso amareggiato in un'intervista pubblicata dal Guardian. Poi aggiunge "sono particolarmente dispiaciuta per quei colleghi, deputati e ministri, che hanno fatto così tanto per il nostro Paese, ma hanno perso i propri seggi". Infine, fa riferimento ai negoziati per il Brexit, tema centrale della sua campagna elettorale, che inizieranno tra soli dieci giorni "è importante formare un governo che rifletta l'interesse nazionale".

Insomma, il momento è evidentemente critico. La prima ministra deve e dovrà lavorare duro per sopravvivere, politicamente parlando. Sta mattina sono stati riconfermati ai loro posti cinque ruoli chiave del gabinetto ministeriale: il cancelliere Philip Hammond, agli Interni Amber Rudd, alla Difesa Micheal Fallon, Boris Johnson per gli Esteri e David Davis ministro per il Brexit. A sostenere il governo dei Tories, ci saranno gli unionisti nordirlandesi del Dup. Scelta criticatissima questa, per molteplici motivi. Come, per esempio, ha spiegato alla BBC Jonathan Powell, Chief of staff per l'amministrazione di Tony Blair, questo sodalizio politico potrebbe mettere in difficoltà il processo di pace nell'Irlanda del Nord; un processo in cui, da parte del governo dell'Inghilterra, dovrebbe essere sempre assicurata una ferrea neutralità. Con quest'alleanza il peso della bilancia si sposta pericolosamente verso una delle parti, ovvero quella degli Unionisti, e la neutralità viene meno. Inoltre, il partito di Arlene Foster, è caratterizzato da idee molto conservatrici su dei temi sociali scottanti, come per esempio l'aborto e i matrimoni gay, e alcuni temono che il loro sostegno potrebbe costare un piccolo prezzo in termini di progresso civile.

In tutto ciò, Bernie Sanders, che era a tanto così nel diventare il candidato per i Democratici  al posto di Hillary Clinton, come poi è stato, durante le elezioni dell'anno scorso negli USA, si congratula per la performance elettorale del laburista Jeremy Corbyn, che con il suo partito ha guadagnato 29 seggi in più. "In tutto il mondo le persone si stanno sollevando contro l'austerity", scrive su Facebook. "Le persone nel Regno Unito, negli USA e in ogni altra parte vogliono un governo che rappresenti tutto il popolo, non solo l'un per cento".

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