EDITORIALEX: Riina ha diritto a una morte dignitosa? Ecco è pericoloso lo sconfinamento nella 'giustizia morale'


di ALESSANDRO NARDELLI - In questi giorni, sta impazzando il dibattito riguardante la morte dignitosa di Riina, una discussione, che trascende la morale. Comunque la si pensi, sia le azioni, da alcuni ritenute moralmente condivisibili (eccesso di legittima difesa, ricordate il caso del benzinaio STACCHIO?), che quelle ritenute non moralmente condivisibili (quelle compiute da RIINA durante la sua vita), sono assoggettate alla cosiddetta "giustizia legale".

Mi spaventa, e terribilmente, invece, che parte degli italiani, in virtù di una presunta "santità sovrumana", sconfinino nella "giustizia morale", esattamente il contrario di quanto contempla la "giustizia legale". E che gli stessi, utilizzino un metro di giudizio morale diverso da caso a caso è sintomatico.

Fondere, fino a confondere questi due piani, è pericolosissimo, in quanto si vuol negare, i basilari princìpi di legalità, capisaldi di uno Stato di diritto come il nostro.

Schierarsi dalla parte della legge significa chiaramente continuare a sperare in una legge sul fine vita fatta bene, che parta dalla salvaguardia della legge applicativa della libertà di cura contenuta nell'articolo 32 della Costituzione. Bisogna rispettare il consenso o meno, del paziente, a una certa terapia. Senza di questo, il medico deve essere tenuto a rispettare quel no.

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