EDITORIALEX. Ci ha lasciati Stefano Rodotà, e adesso siamo tutti un po' più poveri


di ALESSANDRO NARDELLI - A 84 anni ci ha lasciati Stefano Rodotà, professore universitario e il primo Garante della Privacy. Un uomo LIBERO che fino all'ultimo, non ha mai fatto mancare il suo fondamentale apporto alla causa della giustizia sociale, affrontando da un punto di vista laico i fondamentali temi del nostro Paese.

Ha saputo rivoluzionare l'idea della privacy, comprendendo che oltre alle informazioni in uscita (output), quelle che non dovevano essere divulgate senza l'autorizzazione del soggetto in questione, c'erano anche le informazioni in entrata, quelle che "non voglio sapere", ma che potrei sapere da qualcuno interessato alla divulgazione di tali informazioni. E ha capito che quindi ci sarebbe voluta una tutela.

Decisa la sua posizione sul caso di Eluana Englaro, con queste parole: "Perché Beppino Englaro non se l'è portata a casa e l'ha fatta morire come si fa ordinariamente? Perché ha creduto nello Stato".

Netto anche il suo pensiero sul Matrimonio fra persone dello stesso sesso, con l'affermazione: "Il Parlamento rimane colpevolmente silenzioso rispetto all'altra questione sollevata dalla Corte, che ha esplicitamente parlato di un diritto fondamentale delle coppie omosessuali. Questo diritto continua ad essere negato da una inammissibile prepotenza parlamentare, che ignora un suo preciso obbligo e subordina un diritto fondamentale alla congiunzione tra fondamentalismo di destra e "prudenza" di sinistra".

Ci ha lasciati Stefano Rodotà, un grandissimo intellettuale che già in tempi non sospetti, negli anni '90, parlava di un'involuzione dei partiti, avviluppatisi in un inesorabile e inarrestabile impoverimento culturale che ha portato alla nascita di una nuova politica, che parte dal civismo, che può ideologicamente o aprioristicamente non condivisibile, ma che esiste, e che quindi va riconosciuta in quanto tale. Indubbiamente con le sue criticità, ma si sa, chi vota i partiti, è sempre meno in grado di guardare la pagliuzza negli occhi altrui, ma anche con i suoi spunti di innovazione, che quasi mai trovano accoglimento nella politica delle poltrone.

Ci ha lasciati Stefano Rodotà, e adesso siamo tutti un po' più poveri...

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