SERIE A. Totti saluta la Roma: "Orgoglioso di 28 anni d’amore". I giallorossi conquistano la Champions

(Foto ANSA)

di STELLA DIBENEDETTO - Nel giorno dell’addio di Francesco Totti, da 25 anni capitano, leggenda del calcio mondiale, la Roma conquista la qualificazione diretta alla Champions League battendo 3-2 il Genoa in uno stadio Olimpico in delirio per il Capitano. Inizia tutto molto prima del fischio d’inizio con uno stadio Olimpico che, dopo aver visto crescere, gioire e piangere Francesco Totti, oggi gli rende onore per l’ultima volta con una festa da brividi.

Dopo il prepartita con le prime lacrime del popolo giallorosso, inizia il match vero. La squadra di Luciano Spalletti va subito sotto con il gol del baby Pellegri che scombussola i sogni giallorossi. A riportare la situazione in parità è Edin Dzeko che, dopo aver colpito il palo sinistro, mette in rete di petto. Dopo il pareggio, per la Roma, fioccano la occasioni ma il primo tempo termina in parità. Al 53’, il boato dello stadio Olimpico accoglie l’ingresso in campo di Francesco Totti al posto di Salah. Con il capitano in campo e un secondo posto da difendere, i giallorossi trovano il gol del 2-1 con De Rossi, l'uomo a cui Totti in mattinata aveva lasciato una grande eredità: "Lascio la Roma a lui, un fratello". Il Genoa, però, vuole ancora recitare una parte in questo campionato e complice una disattenzione difensiva trova il pareggio con Lazovic. A sistemare le cose, al 90’, è Perotti che sigla la rete del definitivo 3-2 regalando al popolo giallorosso la qualificazione alla prossima edizione della Champions League.

La festa in onore di Francesco Totti può ora cominciare. Il capitano sfila tra i suoi compagni e tutti gli uomini della Roma fino all’abbraccio finale con Luciano Spalletti e il presidente James Pallotta che gli consegna una targa commemorativa a forma di maglia sulla quale troneggia il numero 10. Emozionato, commosso e con l’amore nel cuore per quella che è sempre stata la sua squadra, Totti saluta il suo popolo con tanti giri di campo accompagnato dalla moglie Ilary e dai figli Cristian, Chanel e Isabel. Tornato al centro dello stadio, Daniele De Rossi, il suo erede, gli consegna una targa a nome di tutta la squadra. Poi, con il microfoni in mano e il volto gonfio di lacrime, Totti legge una bellissima lettera d’amore ai suoi tifosi:


«Ci siamo, è arrivato il momento. Purtroppo è arrivato un momento che speravo non arrivasse mai. In questi giorni ho letto tantissime cose su di me. Belle, bellissime, ho pianto sempre tutti i giorni, da solo come un matto perché 25 anni non si dimenticano così con voi dietro le spalle che mi avete spinto nel bene e nel male, nei momenti belli ma soprattutto in quelli brutti. E per questo vi ringrazio tutti anche se non è facile. Lo sapete che non sono di tante parole, però le penso. In questi giorni con mia moglie ci siamo messi a tavolino e gli ho raccontato un po' di cose, a cominciare dagli anni vissuti con questa maglia, con questa unica maglia. Anche io ho scritto una lettera per voi, non so se riuscirò a leggerla ma ci provo e se non finisco, lo farà mia famiglia. Leggo perchè sennò si fa tardi, io starei qua altri 25 anni ma so che è ora di cena e avete fame. Grazie Roma, grazie mamma e papà, grazie fratello mio, grazie ai miei amici, grazie a mia moglie e ai miei figli. Ho voluto iniziare dai saluti perchè non so se saprò leggere queste righe prima di scoppiare in lacrime. E' impossibile raccontare 28 anni di storia in poche righe. Io non sono capace di scrivere o esprimermi se non con i miei piedi con i quali mi viene tutto più semplice. A proposito, sapete qual è il mio compagno preferito? Il pallone e lo è ancora. Ma a un certo punto della vita arriva e ti dice che sei diventato grande, il tempo l'ha deciso. Maledetto tempo: è lo stesso tempo che il 17 giugno 2001 avremmo voluto passasse in fretta. non vedevamo l'ora si sentire l'arbitro fischiare per tre volte per poter festeggiare tutti insieme lo scudetto. Mi viene ancora la pelle d'oca. Oggi questo tempo mi ha detto che devo crescere e non potevo più sentire l'erba sugli scarpini, l'adrenalina. La gioia per le vittorie. Mi sono chiesto in questi mesi perchè mi sto svegliando da questo sogno. Avete presente quando siete bambini e state sognando qualcosa di bello e vostra madre vi sveglia perchè dovete andare a scuola? Stavolta non era un sogno ma realtà. Io voglio dedicare questa lettera a tutti voi, ai bambini di ieri che sono cresciuti e magari sono diventati padri e a quelli di oggi che gridano "Totti gol". Mi piace pensare che la mia carriera sia per voi una favola da raccontare. Ora è finita veramente. Mi levo la maglia per l'ultima volta. La piego per bene anche se non sono pronto a dire basta e forse non lo sarò mai. Scusate se in questo periodo non ho rilasciato interviste ma spegnere la luce non è facile. Adesso ho paura, non è la stessa cosa di quando devi segnare un rigore, stavolta non posso vedere cosa ci sarà dopo. Concedetemi un po' di paura e stavolta sono io che ho bisogno del vostro aiuto e del vostro calore. Quello che mi avete sempre dimostrato. Con il vostro affetto riuscirò a voltare pagina e a cominciare una nuova avventura. Ora ringrazio i miei compagni, i tecnici e i presidenti, tutti quelli che hanno lavorato accanto a me in questi anni. Poi i miei tifosi, la curva Sud, un riferimento per noi romani e romanisti. Nascere romani e romanisti è un privilegio, fare il capitano di questa squadra è stato un onore. Siete e sarete sempre nella mia vita. Smetterò di emozionare con i piedi ma il mio cuore sarà sempre lì con voi. Sono orgoglioso e felice di avervi dato 28 anni d'amore. Vi amo».

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