Iran, aperte le urne per eleggere il nuovo Presidente


di BEATRICE GALLUZZO - Oggi i cittadini iraniani sono chiamati alle urne per le elezioni presidenziali. I due candidati principali sono il Presidente uscente Hassan Rohani, in carica da quattro anni, moderato riformista; e Ebrahim Raisi, conservatore vicino alla suprema autorità del Paese, l’Ayatollah Ali Khamenei. Nel futuro prossimo del Paese, che dipenderà in gran parte anche da questa elezione, ci sono dei punti chiave da dover considerare: cosa accadrà in merito all’accordo sul nucleare del 2015, il riavvicinamento del Paese all’Occidente, la libertà da concedere ai dissidenti, il controllo del settore petrolifero, la direzione dell’economia.

Nel primo turno elettorale per essere eletti, secondo la legge iraniana, serve la maggioranza dei voti. Se nessun candidato arriva a superare la soglia del 50%, il venerdì successivo si tiene un ballottaggio tra i due più votati. A sorvegliare il buon andamento delle elezioni è il Consiglio dei Guardiani, composto da sei giuristi e sei esperti di teologia, i quali sono chiamati anche a giudicare la validità dei risultati delle votazioni. Una volta terminata anche questa fase, il nuovo presidente deve prestare giuramento davanti al Majlis, il Parlamento, che si compone di 290 seggi, ha una durata di quattro anni e la cui elezione dei membri è avvenuta il 26 febbraio dell’anno scorso.

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