Terrorismo: arrestato un marocchino di 29 anni a Torino


di ILEANA CIRULLI - Si era infiltrato in una famiglia torinese che per nove anni lo aveva ospitato senza mai sospettare che potesse avere un collegamento con l'Isis, ma i carabinieri del Ros lo hanno identificato e arrestato. Il soggetto in questione è un marocchino di 29 anni, coinvolto nell'attività di indagine per la prevenzione e il contrasto del fenomeno dei cosiddetti “foreign fighters” e “lone wolves”.

Su Facebook utilizzava il nickname “Salah Deen" e condivideva immagini di propaganda jihadista, ma non erano immagini di repertorio facilmente reperibili. Tale motivo aveva insospettito la Procura, che aveva immaginato che dietro quell'identità potesse nascondersi unesponente dell'Isis. Gli investigatori italiani lavoravano all'identificazione di questo “Salah Deen”, mentre l'Fbi statunitense aveva riferito alcune informazioni circa un soggetto attivo in una chat room sul social network Zello, dove si faceva promotore dell’ideologia dell’Isis, con il nickname “ibn dawla7”.

In rete condivideva anche manuali di combattimento e di ideologia jihadista e un video in cui viene mostrato al “nuovo jihadista” come uccidere i miscredenti con coltelli, come avvicinarli e come fabbricare esplosivi rudimentali. Il marocchino aveva esternato la volontà di pianificare un attentato terroristico ma, mentre stava cercando altri complici per realizzarlo, è stato localizzato a Torino e arrestato; ora dovrà rispondere dell'accusa di terrorismo, istigazione a delinquere e apologia di reato.

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