Israele: 1000 detenuti palestinesi in sciopero della fame

(Foto REPUBBLICA)

di BEATRICE GALLUZZO - Lunedì, nella cosiddetta “Giornata del prigioniero”, più di 1000 detenuti di origine palestinese hanno iniziato uno sciopero della fame, proposto da Marwan Barghouti, membro di Al-Fatah, uno dei leader più popolari tra la popolazione palestinese e detenuto dal 2002, condannato a cinque ergastoli.

La protesta nasce da una lettera di Barghouti indirizzata e pubblicata dal New York Times in data 16 aprile. Si sostanzia in un’accorata denuncia di quello che è definito dall’autore “l’illegale sistema israeliano di arresti di massa, arbitrari, e maltrattamenti ai danni dei prigionieri palestinesi”. “ I detenuti palestinesi hanno subito torture, trattamenti inumani e degradanti e negligenza medica. Alcuni sono stati uccisi durante la prigionia”, scrive. Aggiunge, che “secondo l’ultimo conteggio del Palestinian Prisoners Club, dal 1967 circa 200 detenuti palestinesi sono morti in conseguenza di queste azioni.”

A seguito del suo appello allo sciopero della fame e all’invio della lettera al prestigioso giornale, delle fonti non ancora del tutto confermate, riportano che il leader sia stato spostato in isolamento in una nuova prigione. In ogni caso, le autorità israeliane hanno dichiarato che non negozieranno con i prigionieri, in quanto le proteste e gli scioperi sono illegali. Inoltre coloro che ne prendono parte andranno incontro a risolute punizioni.

Nonostante Marwan Barghouti, ispiratore della contestazione, faccia parte di Al Fatah, anche l’organizzazione di Hamas ha appoggiato lo sciopero della fame e ha esortato i suoi membri a prenderne parte.

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