Egitto: approvata la legge che permetterà al presidente Al Sisi di nominare i magistrati

(Foto TGCOM24)

di BEATRICE GALLUZZO - Amnesty International ha denunciato in una nota, la nuova legge approvata mercoledì dal Parlamento egiziano, la quale permetterà al Presidente Abdel Fattah Al Sisi di nominare personalmente i magistrati dei più importanti organi giudiziari in Egitto, limitando così decisivamente l’indipendenza di quelli enti centrali nel bilanciamento del potere presidenziale. Sia il Consiglio di Stato che il Consiglio Superiore della magistratura, prima del voto parlamentare, avevano messo agli atti la loro ferma opposizione; la legge però è stata approvata dai due terzi dell’Assemblea.

Naija Bounaim, direttrice di Amnesty per il Nordafrica, ha commentato così l’accaduto: "Attraverso questa legge, lo Stato sta cercando di consolidare ulteriormente la propria presa sul potere e neutralizzare due delle più alte corti che talvolta hanno agito come un elemento di controllo sull'esecutivo". Le corti a cui fa riferimento sono la Corte di Cassazione e la Suprema Corte amministrativa, definite dall’Organizzazione “l’ultima speranza” di giustizia nel Paese. La prima aveva annullato numerose condanne a morte, inflitte arbitrariamente, carenti nelle prove e senza che fosse stato condotto un accertamento puntuale delle responsabilità individuali; la seconda Corte, che tra l’altro a Gennaio aveva annullato la decisione del Governo di cedere le due isole di Tiran e Sanafir all’Arabia Saudita, si occupava del controllo delle azioni governative in materia di violazioni dei diritti umani.

Come si legge sul sito di Amnesty, dal 2013 sono sistematicamente compiute violazioni dei diritti umani da parte dell’esecutivo, che cerca di servirsi di un sistema giudiziario viziato per punire chi osa manifestare in Egitto senza l’autorizzazione del Governo, con la più completa noncuranza circa gli standard internazionali sui processi equi.

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