Alitalia: ok "pre accordo" con sindacati, firma dopo referendum


Alitalia e i sindacati hanno raggiunto un "pre accordo", in cui le parti hanno preso atto di una serie di elementi e concordano su una serie di misure, tra cui la diminuzione degli esuberi tra il personale di terra a tempo indeterminato da 1.338 a 980 e la un taglio degli stipendi ridotto all'8%. Il verbale verrà firmato dopo il referendum tra i lavoratori. Il ministro Calenda ha affermato: "Intesa positiva, ma se dovesse fallire i costi finirebbero sullo Stato". Nel verbale, in particolare, si evidenzia, oltre alla riduzione degli esuberi e al minor taglio degli stipendi per il personale di volo, la necessità di accelerare la crescita dei ricavi, in particolare inserendo nuovi aerei per il lungo raggio. Per quanto riguarda gli esuberi, la riduzione avverrà attraverso il superamento del progetto di esternalizzazione nelle aree di manutenzione e altre aree, il ricorso alla cigs entro maggio 2017 per due anni, l'attivazione di riqualificazione e formazione, misure di incentivazione all'esodo, miglioramento della produttività ed efficienza con rinvio in azienda entro maggio 2017 per la definizione.

Il leader della Cgil, Susanna Camusso ha spiegato invece: "Abbiamo definito un verbale del confronto che si è svolto in questo periodo, che sottoporremo a referendum vincolante la prossima settimana", ha detto l, al termine della trattativa, spiegando che "le ragioni del lungo confronto sono la situazione molto critica dell'azienda e le ragioni che ci hanno spinto a continuare, il fatto che bisogna provare a salvarla".

Per il segretario generale della Cisl, Anna Maria Furlan, invece, "il confronto con l'azienda è stato un lungo lavoro e credo che abbiamo portato a casa risultati assolutamente importanti". "Abbiamo preso atto che questo era il limite massimo fino a cui si poteva trattare e ci sembra soddisfacente anche per il punto di partenza. Non parliamo più di licenziamenti ma di cig, di utilizzo di ammortizzatori sociali".

Il pre accordo firmato nella notte su Alitalia per il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda "è positivo", ma avverte che "se l'operazione dovesse fallire", con la bocciatura del referendum, "tutti i costi finirebbero sullo Stato", e si tratta di "più di un miliardo". L'intesa, ha inoltre aggiunto, consente ad Alitalia di "avere una struttura contrattuale e di costi che la rende più competitiva".

Il preaccordo su Alitalia raggiunto nella notte è uno sforzo per salvare "un'azienda strategica per il Paese" dopo due anni di "gestione sbagliata" che "non ha saputo intercettare la crescita del traffico aereo". A spiegarlo è il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, che spiega come "Lo sforzo del governo non è per fare un favore ai privati ma per salvaguardare complessivamente l'economia e l'occupazione".

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