F1. GP Australia, Vettel riporta al successo la Ferrari

(Vettel ha vinto il GP d'Australia, riportando la Ferrari al successo dopo due anni. ANSA/EPA)

di PIERO LADISA – La prima alba della nuova stagione si tinge di rosso Ferrari. Nel Gran Premio d’Australia, svoltosi a Melbourne sul tracciato cittadino dell’Albert Park, la scuderia del Cavallino centra il successo con Sebastian Vettel a due anni di distanza dall’ultimo acuto (GP Singapore 2015). Dopo le ottime impressioni destate nei test invernali, la Ferrari sbanca la terra dei Canguri dove era attesa alla classica prove del nove. Chiaramente la strada da percorrere è ancora lunga, ma la SF70-H è una monoposto nata bene (bilanciata e veloce), che ora dovrà mostrare il proprio grado di competitività anche su circuiti più veritieri e probanti come quelli di Shanghai (Cina) e Sakhir (Bahrain) che ospiteranno le prossime tappe del campionato. Accantonato uno scialbo 2016, chiuso con un raccapricciante zero alla casella delle vittorie, sembrava utopistico vedere una Ferrari dettare legge in pista e dare paga alla Mercedes. E invece la prima gara del 2017 ha sovvertito questa tesi. Il successo odierno è anche figlio del nuovo corso “orizzontale”, basato sul “made in Italy” con Mattia Binotto al vertice della direzione tecnica, varato a Maranello dal presidente Sergio Marchionne, che sembra (finalmente) dare i risultati sperati. 

LA PARTENZA. L’inizio della gara, abortita al primo tentativo per lìerrato posizionamento in griglia della Renault di Nico Hulkenberg, vede scattare ottimamente Lewis Hamilton che mantiene la leadership seguito da Vettel. Alle loro spalle Valtteri Bottas difende la terza piazza, con Kimi Raikkonen costretto agli straordinari per recuperare il quarto posto soffiatogli momentaneamente da Max Verstappen. In fondo al gruppo non mancano i contatti, con l’incidente che vede coinvolti la Sauber di Marcus Ericsson e la Haas di Kevin Magnussen. L’idolo di casa Daniel Ricciardo è costretto a scendere in pista con un giro di ritardo, dopo i problemi palesati al cambio (già sostituito in precedenza) prima della gara, che costringono agli straordinari i tecnici della Red Bull. 

LA SVOLTA. Hamilton e Vettel fanno l’andatura, creando un autentico vuoto alle loro spalle. Proprio l’inglese è il primo tra i top a rientrare ai box per il cambio gomme al giro 17, montando le soft (la mescola più dura portata dalla Pirelli in Australia). Rientrato 5° alle spalle di Verstappen, l’inglese non riesce a sopravanzare l’olandesino. Secondi preziosi che Hamilton paga qualche tornata dopo, quando Vettel (giro 22) effettua la propria sosta. Al rientrato in pista la SF70-H numero 5 è davanti alla W08 del britannico: ecco la svolta che indirizza la gara verso il trionfo rosso. Da quel momento in poi Vettel diviene imprendibile per la concorrenza, con Hamilton particolarmente nervoso via radio (diverse le comunicazioni avute con il proprio ingegnere) per il comportamento delle gomme e che si ritrova a dover difendere la seconda posizione dal compagno di squadra Bottas, che con il 3° posto conquistato quest’oggi ottiene il podio alla gara di esordio in Mercedes. 

GLI ALTRI. Alle spalle della top three c’è la Ferrari di Kimi Raikkonen, autore – malgrado il giro più veloce stampato nel finale – di una gara anonima senza spunti. Il finlandese precede Verstappen. Quinto con l’unica Red Bull superstite in pista, visto il ritiro di Ricciardo che conclude nel peggiore dei modi il weekend di casa. Oltre all’australiano figurano nell’elenco dei ritirati anche Alonso, Magnussen, Stroll (all’esordio in F1), Ericsson, Palmer e Grosjean. Bene Massa che coglie il sesto posto al ritorno nella top class. Chiudono la top ten Perez, le Toro Rosso di Sainz e Kvyat e Ocon, con il francese della Force India che conquista i primi punti iridati. Merita una menzione particolare Antonio Giovinazzi, chiamato ieri dalla Sauber a sostituire Pascal Wehrlein, ancora sofferente dopo l’incidente che lo ha visto protagonista nella Race of Champions svolta a Miami lo scorso mese di gennaio. Il pilota di Martina Francese ha svolto una buona gara senza sbavature, macinando chilometri ed esperienza, che lo ha portato fino al 12° posto finale.

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