Confindustria Lecce: Lettera aperta presidente Negro su San Francesco della Scarpa

Nel dicembre del 2016 Confindustria Lecce ha compiuto 90 anni di vita associativa. Una lunga storia di imprese, di imprenditori e lavoratori che hanno, con orgoglio, sacrificio, coraggio e capacità, permesso a questo territorio di garantire sviluppo economico e sociale sia pur in un contesto quasi sempre difficile da affrontare.

Confindustria Lecce sta provando, attraverso un costante dialogo con tutte le istituzioni e gli altri attori sociali ed economici del territorio, a dare forza e sostegno alle imprese e a tutto il tessuto sociale fortemente in difficoltà.

Ho la convinzione che per portare avanti la nostra sfida, la sfida di questo territorio, è fondamentale avere chiari quali sono i pilastri su cui costruire il nostro futuro. E non ho dubbi che due tra i principali pilastri siano lo sviluppo delle competenze e la cultura con la storia di questa terra, in cui crediamo e nella quale investiamo le nostre energie.

In occasione delle celebrazioni del 90ennale di Confindustria Lecce, abbiamo messo al centro della nostra visione sul futuro proprio la cultura, l’identità del territorio, la formazione e i giovani, risorse preziose da cui ripartire.

E’ venuto naturale pensare a due luoghi quali simboli del nostro Progetto: l’Università e la Chiesa sconsacrata di San Francesco della Scarpa. Il primo per ospitare l’assemblea, con la presentazione programmatica al cospetto delle istituzioni, degli imprenditori e del mondo della formazione e il secondo, per fare da cornice ad un momento conviviale in cui confrontarsi e progettare le future opportunità di sviluppo.

La Chiesa di San Francesco della Scarpa è senza dubbio un luogo magnifico, espressione suprema della nostra storia e della nostra cultura. Un luogo inserito nel complesso del Convitto Palmieri, oggetto di un dispendioso ma quanto mai opportuno recupero. Un luogo quasi sempre chiuso ai più, ai turisti sicuramente ma anche a tanti leccesi.

Ho avuto il personale piacere ed onore di essere invitato alla cena organizzata dal Tar di Lecce qualche mese fa e sono rimasto affascinato dal luogo per la suggestione che trasmette.

Il precedente della cena del Tar e la bellezza della Chiesa, mi hanno indotto a chiedere alla Provincia la sua disponibilità, certo di poter dare l’occasione alle istituzioni e agli imprenditori invitati di apprezzare tale patrimonio.

La Provincia, come da prassi, ci ha dato le opportune prescrizioni per l’utilizzo del luogo, che, ovviamente, abbiamo rigorosamente rispettato nella nostra istanza e ha chiesto il parere alla Soprintendenza. Parere che abbiamo atteso per diversi giorni senza comprendere il motivo di una risposta così tardiva. O è sì o e no. Non ci sembra un’istruttoria estremamente complicata.

Ieri, finalmente, è arrivato il parere tramite pec, con cui la spettabile Soprintendenza non accoglie la nostra istanza. Motivo? “Non si ritiene che la finalità conviviale con somministrazione di cibi e bevande,……, sia consona al decoro dello stesso” (edificio monumentale).

Nulla questio se questa fosse una regola valida per tutti. Ma troppo suggestivo e troppo recente il ricordo della serata magnifica organizzata dal Tar con le medesime finalità.

E allora cos’è? E’ per caso il decoro di chi presenta l’istanza? Gli imprenditori del Salento potrebbero danneggiare quel magnifico luogo a differenza di altre categorie di richiedenti?

Non ci sto e non voglio arrendermi davanti a questa gestione personalistica del bene pubblico. Ci devono essere regole chiare e una applicazione trasparente delle stesse.

Penso sia anche superfluo sottolineare come si sia persa un’altra occasione per rendere visibile un patrimonio eccezionale della nostra cultura. In questi giorni in cui stiamo inaugurando la riapertura del teatro Apollo ritengo sia utile una riflessione sull’importanza di cogliere ogni opportunità per aprire al più ampio pubblico i nostri patrimoni culturali. Se esistono iniziative che possano valorizzare direttamente o indirettamente un bene storico bisogna coglierle, ovviamente nel rispetto della tutela dello stesso. Spero non ci sia mai una gestione della Cultura per classi sociali. Non ritengo che sia questo il modo per far crescere questo territorio.

La chiarezza delle regole, la trasparente applicazione delle stesse e i tempi di un’assurda burocrazia sono concetti da cui non possiamo più prescindere. E questi principi devono valere in ogni campo, ma specialmente in quei settori che riteniamo strategici per il nostro territorio come il Turismo e la Cultura.

Mi preme ringraziare la Provincia, in particolare il presidente Gabellone, che, comprendendo il valore dell’iniziativa e il nostro disagio di un’attesa così lunga per avere una risposta, si è adoperato affinché la stessa arrivasse il prima possibile.

Sicuramente non perderemo l’entusiasmo nel portare avanti il nostro progetto e troveremo un'alternativa adeguata. Quello che mortifica è non avere in alcuni dirigenti di importanti istituzioni dei partner con cui condividere, nel rispetto delle regole, la valorizzazione e la difesa del nostro territorio, che amiamo e rispettiamo più di quello che qualcuno possa pensare.





Giancarlo Negro

Presidente Confindustria Lecce

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