Poker: campioni del Texas Hold’em battuti da una macchina

Il poker è un gioco di fortuna o prevede anche una buona dose di abilità? Le opinioni in merito sono sempre state controverse, almeno fino ad ora, con l’arrivo del sistema di intelligenza artificiale Libratus. Ricordate le sfide, risalenti a venti anni fa, tra il campione del mondo Garry Kasparov e il PC Ibm Deep Blue? Ricordate anche che, dopo la prima vittoria umana, la rivincita è finita 4-2 per il computer? E parliamo di fine anni ’90. Oggi Libratus, sviluppato dalla Carnegie Mellon University, sta sfidando i giocatori professionisti di poker Texas Hold’em e al momento è in netto vantaggio, con un attivo di oltre 180.000 dollari contro il passivo dei giocatori umani. La modalità di gioco è l’Heads Up No Limit, ovvero uno contro uno. Tutti i giocatori hanno le stesse carte, in modo da poter creare un insieme probabilistico identico, senza che la sorte intervenga diversamente nei singoli casi.

L’autoapprendimento ha ribaltato i pronostici dei bookmaker

I favori del pronostico erano tutti per i giocatori di poker online, che nel 2015 avevano già avuto la meglio sul sistema di intelligenza artificiale, al tempo chiamato Claudico. Il motivo della sconfitta, allora, era da attribuire ai bluff esagerati e privi di senso del computer. Libratus è invece in grado di auto apprendere dai propri errori e di capire il comportamento dell’avversario, per giocare quindi mani di poker praticamente perfette, quasi sempre con la massima probabilità di vincita. Non è un caso che abbia completamente stravolto le quote dei bookmaker che quotavano tra 4.00 e 5.00 la vittoria del computer. Dopo aver giocato oltre 15 milioni di mani, Libratus ha appreso ogni singola sfaccettatura del poker e delle reazioni dei giocatori al tavolo, divenendo assolutamente imprevedibile e in grado di prevede. Non si può neanche parlare di fortuna, viste anche le migliaia di partite finora disputate.

Quale futuro per il poker online

Questa sfida apre dei nuovi scenari: il primo è che il poker non dipende essenzialmente dalla fortuna ma, soprattutto nella versione del Texas Hold’em, dal calcolo probabilistico e dalla gestione/lettura delle tattiche degli avversari. E questa è una buona notizia, cui tuttavia si contrappongono alcune ombre: gli utenti delle piattaforme potranno stare di sicuri di giocare contro altri essere umani, o rischieranno di trovarsi di fronte dei supercomputer imbattibili?

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