"Le spese per il sisma fuori dal negoziato"Moscovici avverte l'Italia

(Foto ANSA/EPA)

di MARCO MONGELLI - Il negoziato tra Roma e Bruxelles sul futuro del bilancio del 2017 entra nel vivo delle contrattazioni. Ieri la Commissione europea ha voluto esprimere ottimismo sull’esito delle trattative, in attesa che l’Italia risponda in merito alla correzione delle spese previste per l’anno corrente. Questo nonostante la lettera inviata a Bruxelles nei giorni scorsi dal Premier Paolo Gentiloni, nella quale si esprimeva la volontà di avviare un programma di prevenzione anti-sismica. La richiesta che il Presidente del Consiglio ha espresso attraverso la lettera è quella di ritenere “strutturali” le spese aggiuntive create dal terremoto che ha colpito le regioni centrali del nostro paese, sperando così di ottenere uno sconto di almeno un miliardo sul debito.

Il commissario UE agli affari economici Pierre Moscovici, però, ha escluso che le spese cosiddette “eccezionali” e l’aggiustamento del bilancio possano in alcun modo sovrapporsi. La correzione chiesta dalla Commissione all’Italia non può essere intaccata, col divieto di utilizzare sconti prodotti dall’emergenza sisma. “La commissione ha già dimostrato che è al fianco dell’Italia e lo sarà sempre”, ma le spese per i nuovi terremoti “non entrano nella discussione in corso”, perché la Commissione è “pronta ad esaminarle” ma è “un’altra cosa quella che ci aspettiamo nella risposta” alla lettera: così si è espresso Moscovici entrando all’Eurogruppo e confermando lo sforzo richiesto all’Italia e contenuto nella lettera, cioè 0,2% del Pil.

Il confronto tra Padoan e il commissario agli affari economici Pierre Moscovici è costante, ma Bruxelles non ha intenzione di ammorbidire la sua richiesta che già è frutto di un lavoro diplomatico di mesi di limature portato avanti dal Mef, visto che nell'opinione di novembre si evidenziava uno scostamento superiore allo 0,2%. "La lettera è là, le cifre anche, le risposte sono attese", ha detto Moscovici, chiarendo come nel negoziato non entri nemmeno la nuova richiesta del premier Gentiloni, che con una lettera a Juncker ha annunciato maggiori spese per il terremoto. La Commissione Ue "ha già dimostrato che è al fianco dell'Italia e lo sarà sempre", ma le spese per i nuovi terremoti "non entrano nella discussione in corso", perché la Commissione è "pronta ad esaminarle" ma è "un'altra cosa quella che ci aspettiamo nella risposta" alla lettera, ha detto Moscovici. Parole "sconcertanti" le definisce Matteo Orfini, presidente del Pd, perché "è inaccettabile e offensivo" sentire "argomentazioni fredde, proprie delle burocrazie che da anni difendono gli interessi politici legati al feticcio dell'austerity", mentre ancora si piangono i morti "della tragedia di Rigopiano". A Bruxelles il ministro Padoan ha incontrato anche la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, per fare il punto sul dossier banche. "E' andato bene, ci siamo scambiati informazioni su quello che è in corso, un incontro di routine e ce ne saranno altri perché la collaborazione diventa più stretta e più fruttuosa", ha detto il ministro. La questione Mps non sembra più problematica, e Ue e Bce restano in attesa del piano che dovrebbe arrivare verso fine mese. C'è aperto il dossier CariFe, sul quale la Commissione non è rigida e potrebbe concedere una proroga sui tempi di cessione, e anche Cassa di risparmio di Genova sembra avviata a una soluzione interna.

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