L'America e il mondo protestano contro Trump, oltre 2 milioni di persone scese in piazza


di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - L'America e il mondo protestano contro Trump, con circa 500 mila persone hanno occupato le strade di Washington e altri 2 milioni che sono scesi in piazza in molte città statunitensi ed europee. Tra le città americane con un gran numero di persone a manifestare, troviamo Boston, New York, Chicago, Los Angeles. In Europa Berlino, Londra Parigi, Roma, Milano, Firenze. La manifestazione ha preso il nome di "Woman's March on Washington". Una protesta che va oltre alla classica manifestazione. È stato un modo per far capire alla Casa Bianca, che buona parte del paese e del mondo non approva non accetta l'esito delle elezioni presidenziali. Washington si è bloccata con le metropolitane che hanno Interrotto le corse. Tanta gente si è riversata in strada e hanno occupato bar, alberghi e piazze. Tante persone sono arrivate dalla Florida, dall'Alaska, dalla California, dal Tennessee. Molti indossavano il classico "pussy hat", un berretto rosa e con in mano cartelloni con su scritto "la mia scelta", "il mio paese", "Putin ha vinto", "l'America ha perso." L'idea della manifestazione è stata di un avvocatessa delle Hawaii, oggetto principale è stato il diritto di riproduzione delle donne, contro le idee antiabortiste di Trump. La lotta delle donne però ha confluito in altri temi caldi della società e politica americana. Hanno aderito all'iniziativa gruppi ambientalisti, antirazzisti, omosessuali e sindacati. Sul palco in prima linea persone dello spettacolo come Michael Moore, Scarlett Johansson e Madonna, insieme ad alcuni politici come la senatrice californiana Kamala Harris e la femminista Gloria Steinen, nel suo discorso ha citato Berlino, dicendo "ci hanno mandato un messaggio: i muri non sono mai una buona cosa". Una manifestazione che ha fatto capire come la rabbia e lo sdegno accumulato da una parte consistente dell'America verso il presidente eletto, siano improvvisamente esplosi in una sorta di grido collettivo e liberatorio. Siamo solo all'inizio di questi quattro anni che si prospettano essere i più duri della storia americana.

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