Intesa Sanpaolo esce allo scoperto: “Con Generali possibili aggregazioni industriali”


di MARCO MONGELLI - Intesa Sanpaolo guarda ufficialmente a un’aggregazione con le Assicurazioni Generali. Con una nota diffusa in serata la banca avvalora le indiscrezioni lanciate nel fine settimana da La Stampa e «conferma, in coerenza con il Piano di impresa 2014-2017 reso noto al mercato, il proprio interesse industriale per la crescita nel settore del risparmio gestito, del private banking e in quello dell’assicurazione in sinergia con le proprie reti bancarie».

"Il management di Intesa Sanpaolo valuta costantemente le opzioni di sviluppo interno ed esterno, incluse quelle proposte dalle banche d’affari, secondo serrati criteri di conservazione della leadership di adeguatezza patrimoniale e coerentemente con la politica di creazione e distribuzione di valore per i propri azionisti", specifica ancora la nota di Intesa . "In quest’ottica, il management dell'istituto determina e continuerà a valutare con attenzione ogni possibile opportunità di rafforzamento del proprio posizionamento competitivo e di conseguenza dell’andamento prospettico economico-patrimoniale del gruppo. Tali opportunità, incluse possibili combinazioni industriali con Assicurazioni Generali , sono oggetto di valutazioni in corso da parte del management".

Ora il mercato studia le possibili opzioni operative di Intesa : una è rappresentata dall'offerta pubblica di scambio (ops) sulle azioni delle Generali . Anche se non va esclusa una più costosa opa: il Leone oggi capitalizza 24 miliardi contro i 36,35 miliardi di Ca' de Sass. Ma in entrambi i casi bisognerà capire e attendere le mosse di Mediobanca , primo azionista (13%) della compagnia assicurativa di Trieste, e dei soci italiani (Caltagirone , Del Vecchio, De Agostini e Benetton). Un fronte compatto che probabilmente non aderirebbe né all'ops né all'opa essendo Mediobanca intenzionata a mantenere una presenza stabile, scendendo dal 13 al 10% nel capitale del Leone di Trieste.

Da valutare anche le mosse di Unicredit, primo socio di Mediobanca con l'8%, impegnato però nel reperimento degli ingenti capitali richiesti dall'impegnativo aumento di capitale da 13 miliardi.

Generali, secondo gli analisti, sarebbe contesa da Axa e Allianz che si ipotizza possa agire insieme, appunto, alla stessa Intesa Sanpaolo. Quest'ultima guarderebbe alle attività assicurative detenute nel paese che potrebbero rafforzare Intesa Sanpaolo Vita, e a Banca Generali, polo di eccellenza nel risparmio gestito che, ipoteticamente, potrebbe confluire in Banca Fideuram (gruppo Intesa Sanpaolo, per l'appunto).

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