"Divergenze nel Pd, Renzi vuole il voto, D’Alema la scissione”

di LOREDANA CAVALLO - Il segretario del Pd Matteo Renzi vorrebbe arrivare ad un accordo tra i partiti entro il 13 febbraio per una nuova legge elettorale, oppure votare quanto prima, cioè a giugno.

L’ex premier impone le condizioni, invece D’Alema evoca una scissione all’interno del Pd; se Renzi dovesse dunque propendere per le elezioni fra pochi mesi senza cambiare la legge e facendo a meno di un vero programma politico, le loro strade si divideranno.

Secondo il ministro Graziano Delrio, il Governo lavora senza pensare a scadenze, e minacciare scissioni non aiuta di certo a fare proposte.
Per il Presidente della Puglia Michele Emiliano, Renzi dovrebbe invocare subito il Congresso,ed è pronto ad accettare anche il fatto che magari ci sia qualcun altro che funziona meglio di lui per la candidatura. Secondo Emiliano, se non lo dovesse convocare, non rispetterebbe lo Statuto.

Viene smentito dal presidente della commissione di garanzia del Pd Gianni Dal Moro, il quale si sente venire meno in credibilità per la Commissione che presiede. Infatti quanto deliberato nell’ultima assemblea del partito e quanto sino a quel punto deciso dal segretario nazionale, è completamente in regola.

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