Al via consultazioni, il Quirinale accelera

ROMA - Prima giornata di consultazioni al Quirinale, avviate a seguito delle dimissioni di Renzi. Mattarella ha incontrato le alte cariche dello Stato: il presidente del Senato Pietro Grasso, la presidente della Camera Laura Boldrini, infine il presidente emerito Giorgio Napolitano.

Poi, fino a sabato, il presidente della Repubblica ascolterà tutti i gruppi parlamentari e vuole chiudere in fretta. Venerdì 9, giornata in cui le consultazioni riguarderanno le formazioni parlamentari numericamente più piccole, si comincia alle 10 con il gruppo Misto al Senato.

Il premier dimissionario indica due vie: elezioni subito dopo la sentenza della Consulta sull'Italicum, attesa il 24 gennaio, o un governo di responsabilità nazionale con una maggioranza larga, fino alla fine della legislatura. Per ora Matteo Renzi si chiama fuori da tutto anche dalla delegazione Pd che andrà sabato alle consultazioni.

Nel Pd aleggia lo spettro di una rottura con i renziani, che tentano di convincere il leader ad accettare un reincarico, mentre una maggioranza trasversale del partito guarda al Capo dello Stato per un governo di larghe intese, anche senza Matteo Renzi, che arrivi fino al 2018.

Ieri il premier Matteo Renzi ha lasciato il Palazzo del Quirinale dopo un colloquio di quasi tre quarti d'ora con il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Renzi era salito al Quirinale per rassegnare le dimissioni al presidente Mattarella poco dopo la direzione del Pd. Il presidente Mattarella le ha accettate con riserva. Da oggi alle 18 prenderanno il via le consultazioni.


 "Siamo il partito - ha detto nel discorso di fronte al partito - di maggioranza relativa. Dobbiamo dare una mano al presidente della Repubblica a chiudere la crisi" di governo "nelle modalità che individuerà". Sono le parole di Matteo Renzi alla direzione Pd. "Un passaggio interno" di riflessione sul risultato del referendum "sarà molto duro nella chiarezza che deve contraddistinguere il Partito democratico, ma dovrà arrivare dopo la crisi di governo che si dovrà aprire adesso".

"Propongo - ha detto Renzi facendo intuire che lui non farà parte della delegazione - che ci sia una delegazione al Quirinale composta da uno dei due vicesegretari, Guerini, dal presidente" Matteo Orfini "e dai due capigruppo" Ettore Rosato e Luigi Zanda. "Propongo che la direzione sia convocata in modo permanente per consentire alla delegazione di venire a riferire quando vi saranno elementi di novità", aggiunge.

"Noi - ha detto Renzi in un altro passaggio - non abbiamo paura di niente e nessuno, se gli altri vogliono andare a votare, dopo la sentenza della Consulta, lo dicano perché qui si tratta tutti di assumersi la responsabilità. Il Pd non ha paura della democrazia e dei voti".

Intanto il governo ha ottenuto la fiducia sulla legge di bilancio al Senato. La manovra è legge e alle 19 Matteo Renzi ha annunciato che andrà al Colle a rassegnare le dimissioni.

EMILIANO, DIREZIONE PD? SENZA PAROLE - "Come volevasi dimostrare non è stato dato alcuno spazio al dibattito durante la Direzione Nazionale che é durata pochi minuti e che é servita solo a creare la scena di una dichiarazione prevedibile e priva di volontà di dibattito politico. Convocare centinaia di persone da tutta l'Italia per confezionare una scena del genere è una mortificazione della democrazia interna e della dignità del partito. Sono senza parole". Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano commentando la Direzione del Pd.

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